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Galleria: “Basta selfie sui luoghi della Shoah”: 10 fotomontaggi che fanno riflettere

“Basta selfie sui luoghi della Shoah”: 10 fotomontaggi che fanno riflettere

"Basta selfie sui luoghi della Shoah": 10 fotomontaggi che fanno riflettere
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Si chiama Yolocaust ed è un sito nato dalla mente di Shahak Shapira, artista israeliano 28enne che, 14 anni fa, emigrò a Berlino con la sua famiglia. Il sito raccoglie le immagini di un fenomeno preoccupante che riguarda proprio la capitale tedesca: le mancanze di rispetto e la superficialità in voga tra coloro che visitano il Memoriale dell’Olocausto, che ricorda i sei milioni di vittime della Shoah.

Salti tra le stele, selfie sorridenti, perfino qualcuno che fa yoga o esercizi di giocoleria: è questo il contenuto che sovente mettono in Rete i turisti dopo essere stati in questo luogo eretto affinché non capiti più un orrore simile. Così Shapira ha pensato di realizzare dei fotomontaggi che catapultano questi ignari turisti nell’orrore dei campi di concentramento, delle fosse comuni, dei cadaveri senza più un nome, ma solo un numero tatuato sul braccio.

Il nome del sito viene dall’unione di YOLO (acronimo di “You only live once”, ossia “Si vive una volta soltanto”) e Olocaust, Olocausto appunto. Le foto che sono contenute nel sito – visitato, a un anno dalla sua creazione, da centinaia di migliaia di persone, ha una grafica significativa. All’inizio ci sono le immagini originali dei turisti, come sono state trovate in Rete, ma passandoci col cursore tutto digrada verso il bianco e nero, svelando il vero senso di un luogo come il Memoriale dell’Olocausto.

Dato che le foto sono state utilizzate senza il consenso degli interessati, Shapira si è messo a disposizione per la rimozione, ma ha affermato che solo una persona l’ha richiesta, perché era dispiaciuta e aveva compreso il proprio sbaglio.

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