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Galleria: Invisible Body Disabilities, l’immensa bellezza delle guerriere che non si nascondono

Invisible Body Disabilities, l’immensa bellezza delle guerriere che non si nascondono

Invisible Body Disabilities, l'immensa bellezza delle guerriere che non si nascondono
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Ci sono malattie di cui non si parla molto, che sono quasi sconosciute e ritenute meno gravi o pericolose da chi ha la fortuna di non esserne affetto.

Ma malattie infiammatorie croniche intestinali come la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn sono patologie molto spesso invalidanti, che non si riducono a un semplice mal di pancia.

Entrambe possono presentarsi con lancinanti  dolori addominali, diarrea estremamente frequente durante il giorno e spesso addirittura con sangue, dolori alle ossa e altre complicanze decisamente più gravi.

Nonostante il numero elevato di nuovi casi ogni anno, sono patologie che rimangono nell’ombra, e per questo motivo la vita di chi ne è affetto è resa ancor più difficile. Soprattutto per una donna, una patologia come questa, spesso ti porta all’isolamento, a chiuderti in te stessa per la vergogna,  per l’imbarazzo, per la paura di raccontare il tuo problema ed essere rifiutata, ma sopratutto perché ti senti privata della tua femminilità. Come se avere la rettocolite o il morbo di Crohn fosse una colpa, un peccato per cui si è costrette a portare un marchio indelebile.

Eppure, si calcola che solo in Italia, benché non esista un registro ufficiale, vi siano almeno 100.000 persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali. Per quanto riguarda più strettamente la malattia di Crohn, essa si presenta prevalentemente in età giovanile (20/25 anni) e in terza età (65 anni) ma non sono rari casi anche nei bambini e negli adolescenti.

Proprio per questo motivo, ossia per dare voce alle donne affette da queste patologie gravi e per far trovare il coraggio anche a chi ne soffre ma ha troppo timore di parlarne,  è nato il progetto Invisible Body Disabilities, una bellissima campagna fotografica firmata da Chiara De Marchi, tesa proprio principalmente alla sensibilizzazione e all’educazione nei confronti di queste patologie invisibili.

Il progetto, che prende il nome dalla rivisitazione dell’acronimo IBD (Inflammatory Bowel Diseases, cioè malattie infiammatorie croniche intestinali),  raccoglie e condivide le storie di persone affette da IBD con lo scopo di fare informazione, educare, sensibilizzare e liberare dai pregiudizi.

Qualche settimana fa è uscito in libreria anche il libro Women Fighters, disponibile su Amazon, un libro fotografico che raccoglie gli scatti fotografici e le storie di 65 donne, che nonostante gli effetti visibili delle terapie sul fisico, ad esempio le dosi elevate di cortisone, le cicatrici e le stomie hanno avuto il coraggio di mettersi a nudo davanti alla lente fotografica di Chiara.
Le bellissime fotografie sono inoltre raccolte sulla pagina Facebook ufficiale e sul sito, invisiblebodydisabilities.org.

In questa gallery abbiamo voluto raccogliere 15 testimonianze preziosissime, 15 storie di donne che hanno scelto di mettersi a nudo affrontando i propri timori e l’imbarazzo, perché, in fondo, la loro vita è fatta solo di scelte coraggiose e di grande determinazione, e meritano tutta la nostra stima.