diredonna network
logo
Galleria: Iva Zanicchi, Barbara d’Urso e tutte le italiane che ebbero una copertina su Playboy

Iva Zanicchi, Barbara d’Urso e tutte le italiane che ebbero una copertina su Playboy

Iva Zanicchi, Barbara d'Urso e tutte le italiane che ebbero una copertina su Playboy
Foto 1 di 42
x

La recente morte di Hugh Hefner ha riportato alla luce una serie di episodi sulla storia di Playboy, la rivista che ha fondato, episodi con particolari che davvero non conoscevamo o non ricordavamo. Come, per esempio, il fatto che molte italiane sono state una o due volte delle playmate da copertina. Non parliamo di modelle di nudo professioniste, ma di professioniste in diversi ambiti delle arti sceniche, dal cinema alla tv, fino alla grande canzone italiana.

Nel novero delle playmate italiane di Playboy ci sono infatti Iva Zanicchi, Barbara D’Urso, Sophia Loren, Ornella Vanoni, o in tempi più recenti Valeria Marini, Bianca Balti, Claudia Gerini, Martina Stella, Carolina Crescentini e così via. E ci sono anche molte dive naturalizzate italiane, da Amanda Lear a Heather Parisi, passando per Belen Rodriguez fino a Karina Huff, indimenticata icona di “Sapore di mare”.

Il magnate di Playboy ha detto ancora si! Hugh Hefner risposa una giovane coniglietta.

Il magnate di Playboy ha detto ancora si! Hugh Hefner risposa una giovane coniglietta.

E se Ornella Vanoni chiese come pagamento un’opera d’arte, c’è anche chi non serba un ricordo felice di quell’esperienza. Come Iva Zanicchi che, a 40 anni nel 1979, posò in copertina per Playboy dietro richiesta della casa discografica (poco prima era uscito un suo disco con titolo proprio “Playboy”), come racconta il Corriere della Sera.

Avevo le calze color carne, sopra un paio nere, e una pelliccia che mi copriva. […] Abile Frontoni, il fotografo: «Dai abbassa, un altro pochino». E pochino alla volta s’ è visto il seno. […] Avevo 40 anni. Età particolare. Forse volevo dimostrare a me stessa di esser ancora in forma. […] Il direttore Mosca era mio amico. Ha insistito. […] Diciamo la verità: era stata la casa discografica a insistere. […] A mio padre non l’ ho mai detto. Mia madre l’ha scoperto aprendo un cassetto dove conservavo coperte di pizzo. C’era una copia. C’è rimasta un po’ male.