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Galleria: Chiara e i Suoi 11 Scatti per Uscire Finalmente “Dal Buco Nero dell’Anoressia”

Chiara e i Suoi 11 Scatti per Uscire Finalmente “Dal Buco Nero dell’Anoressia”

Chiara e i Suoi 11 Scatti per Uscire Finalmente "Dal Buco Nero dell'Anoressia"
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Anni di sofferenza, di tormenti, di disperazione. Un’anima infestata da rovi di spine che tagliano e graffiano gridando aiuto, anche se quella sofferenza non sempre è visibile, o comprensibile, a chi si trovi a osservarla dall’esterno. Lei si chiama Chiara, ha gli occhioni grandi che ricordano un manga, la pelle efebica, i capelli colorati. E l’anoressia, che la affligge da anni.

L’anoressia è costata a Chiara anche un ricovero in una clinica specializzata. Usava il suo tempo per scrivere: aveva bisogno di tirar fuori il mostro dormiente dentro di sé, la paura, lo sforzo per lasciarsi alle spalle una malattia come l’anoressia che ti si avvinghia alle spalle e sembra non volerti lasciare andare più. Scriveva alla sua famiglia, Chiara, scriveva a mamma Catina che dice che forse l’anoressia di sua figlia dipende dal fatto che Chiara sia “troppo dolce, sensibile, fragile”. E scriveva all’amica Federica, una fotografa che, insieme ai genitori, in quei mesi bui è stata un faro che ha illuminato anche un progetto nato dall’amicizia e dalla collaborazione tra le due ragazze.

Chiara e Federica hanno dato vita a una serie di fotografie: Chiara è stata la mente, indicava la luce, la posizione. Federica scattava. Queste fotografie – pubblicate in un servizio di Io Donnadiventeranno un libro che sarà pubblicato in edizione limitata da Fabrica e sarà intitolato “Sick Sad Blue”. Sarà una sorta di diario a quattro mani: due di Chiara e due di Federica, entrambe ventenni, entrambi amanti della fotografia: l’una dei selfie, l’altra dei ritratti.

Quando Chiara e Federica si sono incontrate per la prima volta la scorsa primavera per un progetto sulla post adolescenza, la fotografa, attratta dai capelli multicolore di Chiara, non ha notato nulla di particolare. Chiara sembrava una ragazza come tante sue coetanee, perfettamente in salute. Ma dentro il vuoto urlava.

Durante l’estate un incidente porta Chiara in ospedale a Brescia. Ma, guarita dai danni dell’incidente, la giovane viene trasferita al Centro per i disturbi alimentari e le visite di amici e famigliari si interrompono. Regole ferree: niente amici né parenti, niente cellulare. Solo una penna e tanti fogli. L’autunno trascorre tra ricoveri e “pause” a casa, in cui Federica raggiunge l’amica per fotografarla con il benestare della psichiatra.

Ora Chiara è tornata a casa, sta combattendo contro la depressione ma di una cosa è sicura: non vuole più tornare in ospedale. Il programma era troppo rigido, troppi obblighi. Meglio stare a casa con la famiglia, con le cure amorevoli della mamma e il cibo che le prepara e che può mangiare con calma, in piena serenità. L’obiettivo, naturalmente, è che Chiara si lasci l’anoressia alle spalle e torni a sorridere.

Questo progetto potrebbe essere un primo passo verso la guarigione definitiva. Chiara, vorrebbe che da queste immagini uscisse la sua vera identità: “Vorrei essere trattata con delicatezza, ma è difficile che la gente lo percepisca, mi sono sempre sentita un po’ lontana e diversa. Forse sono troppo sensibile. Ma sto lottando per guarire, ce la sto mettendo tutta“.

Secondo noi, trovare il coraggio di mettersi in mostra è il segno che il processo di guarigione sia già iniziato. E possiamo vederlo in questa gallery di 11 scatti. Che altro dire se non “Forza Chiara, siamo con te!”. E non lo diciamo tanto per dire.