"Ho sbagliato cinema?" No, ora capisci come si sente un malato di Alzheimer? Così!

In Italia i malati di Alzheimer sono almeno 600.000, ma si fa abbastanza per loro? Vi mostriamo la campagna di sensibilizzazione che ha suscitato forti emozioni di un gruppo di spettatori coinvolti nell'esperimento sociale.

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Ci ha colpite il video realizzato dalla Federazione Alzheimer Italia e proiettato tra il 21 e il 25 Settembre 2016 all’insaputa di 150.000 spettatori su 400 schermi di 70 sale italiane. Già da cinque anni Settembre è il mese dedicato a divulgare che cosa significhi vivere con chi soffre di Alzheimer e a contrastare l’emarginazione sociale che i malati subiscono.

L’iniziativa, divulgata dalla società editrice Vita S.p.A., è stata un esperimento sociale che puntava a sensibilizzare in merito al tema della demenza senile e a registrare le reazioni suscitate a seguito della proiezione di un film che non era quello scelto dal pubblico in sala.

Immaginate di andare al cinema, di scegliere il film al quale dedicherete un paio d’ore, di acquistare il biglietto, di accertarvi della sala, di fare lo stesso per la vostra poltroncina e di aspettare che le luci si spengano e che le immagini inizino a susseguirsi. Immaginate ora di ritrovarvi a vedere il film sbagliato. Che cosa fareste? Controllereste il biglietto, vi guardereste attorno e poi: che cosa provereste?

La reazione più frequente da parte degli intervistati – che si sono ritrovati a vedere uno spezzone di Eccezziunale… veramente di Diego Abatantuono – è stata descritta attraverso queste parole: smarrimento, confusione, disorientamento e sconcerto.

Per il pubblico, incertezza e smarrimento non sono durati a lungo, infatti, i pochi frammenti del film comico sono stati seguiti da un chiarimento che spiegava il senso dell’esperimento.

Non è questo il film che hai scelto?
Per oltre 750.000 malati di Alzheimer in Italia, le sensazioni di smarrimento e confusione che stai vivendo ora sono le compagne i tutti i giorni.

Pochi minuti sono stati sufficienti per mettersi nei panni dei malati di Alzheimer, testando con mano il disorientamento che per loro è alla base della quotidianità.

Agli spettatori in uscita dalle sale, alla fine della visione del film per il quale avevano pagato, è stata posta un’ulteriore domanda: “Secondo te che cosa serve ad un malato di Alzheimer?”. Le parole più frequenti che hanno accompagnato le risposte, hanno visto prevalere: sostegno, empatia, amore, supporto, famiglia.
In buona sostanza: non lasciarli soli.

È di vitale importanza per i malati rimanere in un contesto di socializzazione e sicurezza affettiva, perché convivere con la demenza è già di per sé la più spietata forma di emarginazione. I tipi di assistenza che sono indispensabili per chi soffre di questa malattia, ruotano attorno a due dimensioni: quella sanitaria e quella familiare.
Le necessità del malato di Alzheimer devono essere affrontate con assistenza medica, comprensione nei momenti più confusi, aiuto e vicinanza degli affetti, ma occorre ricordare i bisogni di chi è affetto dalla malattia vanno di pari passo con quelli di chi è coinvolto in prima persona nell’assistenza quotidiana.

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