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Trascina uno Squalo Fuori dall'Acqua per uno Selfie: Ecco il Video della Stupida "Prodezza"

In Florida un uomo ha trascinato di forza un piccolo squalo fuori dall'acqua per poter avere una foto e un video ricordo circondato da bagnanti che ridono e scattano fotografie. Ecco la ripugnante clip, visualizzata sul web da centinaia di migliaia di utenti

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Egoismo? Come minimo. Egoismo e incoscienza, uniti a una certa dose di cattiveria. Florida, Palm Beach. Un uomo trascina letteralmente fuori dall’acqua uno squalo per farsi scattare una foto insieme al povero animale. Intorno a lui, alcuni bagnanti guardano, ridono e fanno foto.

È il nuovo capitolo della nauseante saga dei selfie con le creature marine: solo pochi giorni fa ha fatto scalpore la notizia di un cucciolo di delfino a sua volta tirato fuori dall’acqua in Argentina per la smania fotografica dei turisti presenti. Alcune fonti riportano che il cucciolo in seguito a questo gesto sia morto, mentre altre dicono che il cucciolo fosse arrivato a riva già privo di vita. Al di là di questo, è l’azione a essere ripugnante: che si tratti di un delfino o di uno squalo, che bisogno c’è di forzare l’animale a uscire dal suo habitat per avere una foto ricordo?

Tornando al video dello squalo, che sul web sta collezionando centinaia di migliaia di visualizzazioni, l'”eroe” afferra lo squalo per la coda. Ovviamente lo squalo non è d’accordo e cerca di ribellarsi divincolandosi, ma a un certo punto si ferma e l’aspirante cacciatore di squali tiene fermo l’animale con una mano sulla testa e una sulla coda, per poi mettersi in posa e sfoggiare il suo migliore sorriso. Vicino al prode ci sono almeno cinque persone che stanno scattando foto o girando video dell’evidente maltrattamento, ma a nessuno pare sembrare strano: ridono.

Tutto – con tanto di squalo immobilizzato e tenuto fuori dall’acqua – dura almeno un minuto, finché l’animale viene finalmente rilasciato. È vivo, ma sembra quanto meno disorientato e di certo è terrorizzato. Ci auguriamo ovviamente che stia bene. E auspichiamo anche – sebbene temiamo che la nostra speranza sia vana – che l’autore di tale coraggiosa avventura, vedendosi alla gogna mediatica, provi un briciolo di rimorso e vergogna. Sarebbe già qualcosa.