I 20 film che ci hanno fatto piangere di più

I film sono fatti per farci scatenare delle reazioni: è il ruolo dell’arte, «movere» come dicevano i latini. E infatti molti film ci fanno piangere, certe volte per il dolore, certe volte per la gioia. Si tratta molto spesso di film cult, e ogni tanto vengono raccontate storie vere, quelle che la Storia, implacabilmente restituisce.
L’Olocausto, per esempio, è una fonte inesauribile di materiale, ma anche gli amici animali e i biopic più impensati lo sono. E poi, ovviamente, ci sono le storie d’amore, quelle in cui ci si identifica, quelle in cui si prova empatia per gli infelici protagonisti, quelle che segnano le tappe di una relazione. Ecco i 20 film cult che più fanno piangere, selezionati per voi da noi, fontane ambulanti davanti a una pellicola commovente.
Attenzione spoiler: nella descrizione delle immagini sono contenuti parziali spoiler relativi ai film di cui si parla.
C’è una parte in “American Beauty”, in cui le lacrime sgorgano facilmente: è quando Lester, il protagonista, vede la sua vita e i suoi affetti passargli davanti agli occhi come in un film.
Il momento più drammatico è quello in cui la bambina interpretata da una giovanissima Mischa Barton mostra come sia stata uccisa.
Come per “Bambi”, la morte di un animale-genitore è simbolica e al tempo stesso commovente. Ma la formula dei film Disney prevede sempre un riscatto: un sorriso per ogni lacrima.
Nonostante questo sia un film pregno di scene dure – il protagonista è malato di AIDS e fa causa all’azienda che l’ha licenziato per questo – il momento più commovente è quando il protagonista Andrew descrive la sua aria preferita al suo avvocato difensore.
Difficile scegliere una sola scena: questa pellicola parla della fine di un amore e del dolore che prova chi vorrebbe solo scordare tutto.
La vita nel ghetto di Varsavia, ovvero come trasportare lo spettatore verso una realtà del passato che lo colpisce in pieno viso.
Una storia di fedeltà e amicizia, che dura fin oltre la morte.
Il dramma dei bambini durante l’Olocausto, qui, raggiunge delle forme davvero poetiche.
Una storia d’amore che viene interrotta dalle convenzioni e dall’affetto verso i figli: ma il vero amore non si assopisce mai.
Chi non ha pianto vedendo il momento della separazione tra Elliot ed E.T.? Soprattutto quando l’alieno tocca al bimbo la testa, dicendo che sarà per sempre là.
Una storia di padri, figli, baseball e morte: è un po’ pensante all’inizio, ma gli ultimi venti minuti ripagano di tutto e sono davvero commoventi.
Per tutti, da generazioni e generazioni, la morte di Beth è qualcosa che mozza il fiato.
Anche stavolta la morte di una bimba catalizza tutto: la piccola Diletta, figlia di Rossella e Rhett, muore cadendo da cavallo.
Quando Sam, che ormai è morto, deve abbandonare la sua amata Molly per sempre, anche ai più duri sarà scappata una lacrima.
Tutte le volte che i servizi sociali o la madre affidataria tengono lontani Sam, diversamente abile, e la figlioletta Lucy, i sentimenti oscillano dalla rabbia al dispiacere.
Come ci si sente a vivere da diverso? Forse la scena più commovente di questa pellicola è quando John Merrick decide di dormire come tutti gli altri, pur sapendo che ciò causerà la sua morte.
Giosuè che sopravvive ai campi di concentramento e riabbraccia la mamma, mentre suo padre si sacrifica per lui, è uno dei momenti più alti del cinema italiano sull’Olocausto.
Tutta la parte finale di questa pellicola sull’eutanasia è estremamente commovente.
Forrest è in Vietnam, la zona in cui si trova viene bombardata, ma lui torna indietro a salvare Bubba, il suo migliore amico. Ma Bubba è stato ferito mortalmente e dice a Forrest una frase che lui non dimenticherà mai: «Voglio tornare a casa».
L’unico docente capace di stimolare l’individualità tra i suoi studenti viene messo alla porta da un sistema ottuso, ma molti dei ragazzi gli daranno delle attestazioni di stima, lottando contro tutto e tutti.
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