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Galleria: Perché abbiamo ancora bisogno dei coming out famosi: 30 vip che l’hanno fatto

Perché abbiamo ancora bisogno dei coming out famosi: 30 vip che l'hanno fatto

Una carrellata di attori, cantanti e star che hanno fatto coming out.

Perché abbiamo ancora bisogno dei coming out famosi: 30 vip che l’hanno fatto

Perché abbiamo ancora bisogno dei coming out famosi: 30 vip che l'hanno fatto
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Forse arriverà il giorno in cui trattare la sessualità di qualcuno sarà un argomento terribilmente noioso. Di così scarsa rilevanza che non interesserà davvero a nessuno. Perché, in effetti, dovrebbe interessarci il sesso della persona amata dai vip? Purtroppo, però, nonostante i mille progressi fatti, quel giorno è ancora lontano. Perché il coming out desta ancora scandalo, ribrezzo e odio nelle menti dei più ignoranti e paura, vergogna e insicurezza nei cuori di chi non ha certo scelto chi amare. È dunque per quest’ultimi che è ancora importante parlare dei coming out di chi, dall’alto della propria fama, può essere un modello e fonte di ispirazione per coloro che non vogliono altro che essere liberamente se stessi.

Sono molti gli attori e, più in generale, i vip che nel mondo di Hollywood (e non solo) hanno trovato il coraggio di fare coming out e di vivere la propria vita sessuale alla luce del sole e in completa serenità. Perché sì, ancora oggi si viene giudicati coraggiosi se si racconta chi si preferisce amare, anche se dovrebbe essere una cosa naturale per tutti, a prescindere dal sesso della persona amata.

Sicuramente sono tempi più facili di una volta e, soprattutto nel mondo dello spettacolo, fare coming out non è più un tabù anche se, tra questi vip, se da una parte c’è chi non ha aspettato molto a dichiararsi omosessuale fin dalle sue prime apparizioni televisive o sul grande schermo, dall’altra, proprio in virtù del pregiudizio ancora latente nella società, c’è invece chi ha avuto bisogno di molto più tempo per farlo. Quello che sicuramente sorprende è che, proprio grazie ai loro coming out, sia emersa la fragilità dello stereotipo machista dell’uomo figo o affascinante. E anche questo è un bene, se può contribuire ad abbattere dei cliché ormai stantii.

Come può reggere lo stereotipo del gay effemminato di fronte a uomini come Ricky Martin? Come si può “snobbare” l’indiscutibile fascino di Matt Bomer, per esempio, solo perché “va con gli uomini”? Purtroppo tali concezioni sono dure a morire, e non perché ci sia qualcosa di sbagliato nell’essere effeminati, ma perché è davvero limitante (e quindi sbagliato) pensare solo per compartimenti stagni, in cui “l’omo macho ha da puzzà”, il gay è sempre il miglior personal shopper che si possa desiderare e le lesbiche sono tutte mascoline con i capelli corti. L’unica cosa che davvero puzza sono queste visioni del mondo stantie, povere e sintomi di una patologia che porta a vedere il mondo solo in bianco e nero, privandosi della gioia di poter guardare con tutti i colori dell’arcobaleno.

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