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Bill Cosby e gli abusi sessuali: quando la star buona diventa il nemico

Bill Cosby è stato condannato per violenze sessuali. La sua è la storia del buono che improvvisamente si traveste da orco. Così papà Robinson è diventato il "cattivo".

Bill Cosby e gli abusi sessuali: quando la star buona diventa il nemico

Bill Cosby e gli abusi sessuali: quando la star buona diventa il nemico
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Ce lo ricordiamo tutte con il volto rassicurante e gli improbabili maglioni di papà Robinson, sempre pronto a dispensare buoni consigli e a proteggere i suoi figli. Eppure l’immagine di Cliff Robinson, ovvero Bill Cosby, è stata completamente stravolta, passando in breve tempo da quella del padre d’America, come era stato soprannominato proprio per via del suo personaggio più famoso, a quella dell’orco, capace di drogare un numero impressionante di donne per avere rapporti sessuali con loro.

L’attore ottantunenne è stato condannato il 25 settembre 2018 dal tribunale della Contea di Montgomery, in Pennsylvania, a scontare, in isolamento, da 3 a 10 anni di carcere per lo stupro del 2004 ai danni di Andrea Constand, oggi quarantacinquenne. In aula, con l’assenza della moglie Camille, il giudice Steven O’Neill ha letto che Cosby è diventato, per legge, un “sexually violent predator” (Svp), e che, in ogni luogo, se mai dovesse uscire di prigione, dovrà essere “segnalato” nel registro dei criminali sessuali, in modo che tutti sappiano della presenza di un predatore sessuale nelle vicinanze.

L’ex papà Robinson non ha voluto parlare in aula prima della sentenza.

È stato un crimine serio. È arrivato il giorno. È arrivato il momento.

Così Steven O’Neill ha esordito nel leggere la sentenza, che prevede anche una multa da 25.000 dollari. Lo Stato della Pennsylvania prevede, nella propria legislazione, pene che variano dai 22 ai 36 mesi di prigione per reati di questo tipo, ma il magistrato può giudicare diversamente, comminando fino a un massimo di dieci anni; nel caso di Cosby, la condanna è una media fra ciò che chiedeva la pubblica accusa – dai 5 ai 10 anni – e la difesa, che aveva invocato gli arresti domiciliari giustificandoli con l’età avanzata dell’attore e il suo stato di non vedente. O’Neill ha però rifiutato la libertà su cauzione, in attesa del ricorso annunciato dai legali di Cosby, che, ad oggi, è il primo vip a essere condannato dopo la nascita del movimento #MeToo.

Sarebbero almeno 50, secondo quanto riportato in passato dall’Ansa, le ragazze diventate prede degli abusi sessuali di Cosby, che sarebbero iniziati addirittura negli anni ’70, anche se la principale accusatrice, Andrea Constand, una cestista aspirante modella e giornalista che ha conosciuto l’attore quando aveva appena 19 anni, ha denunciato la violenza subita nel 2004. E proprio le sue denunce sono state le uniche per cui l’uomo sia stato trovato colpevole.

Le denunce di Andrea Costand e l’inizio della vicenda giudiziaria

Proprio in seguito alla testimonianza della donna, molte altre avrebbero deciso di uscire allo scoperto, contestando a Cosby lo stesso reato, consumato peraltro nelle stesse modalità, ovvero attraverso la somministrazione di Quaaludes, un potente barbiturico che le stordiva, prima che lui si approfittasse di loro. E, se nel 2006 l’attore raggiunse un accordo extragiudiziale con la sua accusatrice numero uno, questo non fu sufficiente per evitare il processo, proprio in virtù delle altre, numerose, testimonianze.

Si deve concedere il beneficio del dubbio, dissero alcuni scettici subito dopo le rivelazioni shock delle donne: perché escono fuori dopo tutto questo tempo? Vogliono solo spillare soldi al vecchio Bill?

Peccato, però, che meno di un anno dopo dall’inizio dello scandalo, nell’agosto 2015, sarebbero uscite delle deposizioni risalenti al 2005, prima insabbiate, in cui lo stesso Cosby ammetteva di aver drogato delle donne per fare sesso con loro, pagandone poi il silenzio.

Cosby è dunque finito sotto processo, anche se, sottolinea il Giornale, inizialmente ha potuto seguirlo da uomo libero, avendo pagato il 10% della cauzione, fissata in un milione di dollari. Dopo un primo stop e la decisione di riaprire il dibattimento, l’attore ottantunenne è stato definitivamente condannato per violenze sessuali aggravate, al termine di un processo molto complesso, seguito dai media, il 26 Aprile 2018.

Cosby è stato condannato per tutti e tre i capi d’accusa a lui imputati: per aver penetrato la donna che l’ha denunciato con una parte del suo corpo senza consenso, per averla penetrata mentre lei era incosciente, e per averle somministrato delle droghe o altre sostanze in modo da neutralizzare ogni forma di resistenza.

Davvero una brutta notizia per lui, che oramai ha definitivamente smesso i maglioni bizzarri del dottor Robinson, e si prepara ad indossare altro la divisa arancione del carcere, con il marchio, infamante, di “predatore sessuale”, impresso per sempre accanto al suo nome.

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