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Conchita Wurst: “La mia barba dice devi essere ciò che vuoi essere”

Conchita Wurst: "La mia barba dice devi essere ciò che vuoi essere"
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Quando, nel 2014, trionfò sul palco dell’Eurovision Song Contest in Danimarca, con il brano Rise like a phoenix, il suo personaggio guadagnò immediatamente le copertine dei più importanti giornali mondiali, e non solo per la vittoria al concorso canoro; Conchita Wurst sorprese per la sua folgorante bellezza da drag queen, per essere una donna, con un perfetto make up e un corpo da urlo strizzato in meravigliosi abiti da sera, e… la barba.

E, del resto, è proprio attraverso il suo aspetto che Thomas “Tom” Neuwirth, questo il nome all’anagrafe di Conchita, ha scelto di colpire il pubblico, al di là della sua voce meravigliosa; l’obiettivo di presentarsi come una donna con la barba si può sintetizzare nella volontà di mandare un messaggio a tutti, che è quello di essere, semplicemente, se stessi, e che, se si vuole raggiungere uno scopo, come lui stesso ha spiegato in diverse interviste, non è importante come appari, ma ciò che hai da dire e da trasmettere.

Naturalmente, oltre all’ammirazione di buona parte del pubblico che ha imparato a conoscerla e ad apprezzarla all’Eurovision, Conchita, ha attirato anche critiche e polemiche, soprattutto da parte di un gruppo di parlamentari russi, fra cui Vitalij Milonov. Lui è uno dei fautori della legge sull’omosessualità nel paese, che definire restrittiva è un eufemismo, ed ha ha considerato un “insulto” al popolo russo la partecipazione alla kermesse di quello che lui ha definito “un pervertito”.

Eppure, il successo clamoroso dell’artista ha dato pienamente torto ai suoi detrattori, e non solo perché proprio i fans russi hanno reso Rise like a phoenix il singolo più scaricato sulla versione russa di i-Tunes, e anche i successivi brani, UnbreakableThat’s What I Am, hanno riscosso un notevole successo in molti paesi, ma soprattutto perché Conchita ha attirato l’attenzione di mostri sacri della musica come Elton John, che si è dichiarato un suo grande ammiratore, ed è diventata un’icona fashion per miti come Karl Lagerfeld o Jean Paul Gautier; quest’ultimo, peraltro, ha anche scritto l’introduzione della sua biografia, Io, Conchita, uscito nel 2015 e pubblicato in Italia da Mondadori.

Conchita è diventata un’icona culturale, il simbolo di una lotta, pacata e mai urlata, verso l’indipendenza, di pensiero ma soprattutto di spirito, ma attenzione a non confondere le cose: tolte le ciglia finte e la parrucca, rimane Tom, un ragazzo austriaco che non ha intenzione di diventare una donna, non è una trans ma semplicemente, orgogliosamente gay. Un ragazzo che ha saputo perfettamente far convivere le sue due anime, separandole dal punto di vista professionale e privato, ma fondendole meravigliosamente nel messaggio che è, sostanzialmente, anche il tema centrale di Rise like a phoenix: ciascuno di noi può rinascere, risorgere dalle proprie ceneri, l’importante è farlo con la consapevolezza di ciò che si vuole essere davvero.