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Galleria: La Polonia emana un disegno di legge anti-abortista: scoppia la #ProtestaNera delle donne

La Polonia emana un disegno di legge anti-abortista: scoppia la #ProtestaNera delle donne

La Polonia emana un disegno di legge anti-abortista: scoppia la #ProtestaNera delle donne
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L’interruzione di gravidanza volontaria rimane sempre un tema piuttosto scottante su cui esistono posizioni divergenti e nettamente separate, ma la feroce protesta scoppiata in Polonia nei giorni scorsi non può (e non deve) passare inosservata, inducendo ad una ulteriore riflessione sull’argomento.

Il paese centro europeo ha attualmente in vigore (dal 1993) una fra le leggi più restrittive in materia di aborto: infatti, benché anche in Italia non esista un diritto assoluto di interromper la gravidanza, in Polonia le condizioni per praticarlo sono assolutamente straordinarie, e riguardano esclusivamente il caso di un feto malato, una gravidanza seguita ad uno stupro, oppure le circostanze per cui portare avanti la gestazione potrebbe mettere a repentaglio la vita della madre. Sembrano, tuttavia, eccezioni abbastanza ipocrite, se a voler essere protetto è l’embrione in quanto considerato essere umano. Ad ogni modo, la Polonia è tornata a ridiscutere l’attuale legge, promulgando un nuovo disegno di legge che è già stato votato in prima sede alla Camera il 23 settembre e, nonostante dovrà affrontare altri due passaggi parlamentari, i risultati che sono emersi dalle votazioni sembrano dare indicazioni chiare su quella che è la volontà dei deputati polacchi: su 460, ben 270 hanno votato per una legge che preveda l’aborto solo ed esclusivamente nei casi in cui una donna rischi la vita. Il tutto nella necessità, secondo quanto sostiene Beata Szydło, portavoce del governo di Diritto e Giustizia, di riportare in primo piano i valori fondamentali della cristianità, per cui la vita è un diritto inalienabile.

Anche il popolo polacco sembra essere in linea di massima d’accordo con la posizione ufficiale del governo, dato che il 58% si dichiara a favore delle legge anti-abortista, ma c’è, com’è ovvio, un rovescio della medaglia, piuttosto sconcertante: secondo alcune associazioni femministe questa restrizione ha la naturale conseguenza di indurre le donne a scegliere l’aborto clandestino, e secondo alcuni dati sarebbero ben 150 mila le ragazze che lo praticano, oppure a recarsi all’estero per accedere ad un diritto che nel loro paese viene loro negato.

Così Razem, partito di sinistra fondato nel maggio 2015, ha dato il via ad una protesta usando i social network: lanciando l’hasthtag #CzarnyProtest (letteralmente #ProtestaNera) ha invitato tutti coloro che sono contrari al nuovo disegno di legge (che prevede, importante sottolinearlo, addirittura cinque anni di reclusione per chiunque trasgredisca il divieto di abortire) a vestirsi di nero, portando quindi la protesta non solo nelle piazze e nelle strade delle città polacche, che nei giorni scorsi si sono riempite (e si stanno tuttora riempiendo) di donne e uomini che vogliono difendere il diritto a scegliere come vivere la propria vita, ma anche a livello mediatico. Sui social network anche chi non è polacco, o si trova fuori dal paese, può comunque dare il proprio supporto alla causa. Ed in effetti le manifestazioni di disaccordo sono finora davvero tantissime, sia da parte di donne di tutte le età che, come abbiamo detto, di uomini, desiderosi di ribadire che la libertà personale di scelta è troppo importante, un diritto fondamentale dell’essere umano che per nessuna ragione al mondo può e deve essere negato.

In questa gallery ci sono alcuni degli scatti più rappresentativi della #ProtestaNera, sia delle migliaia di persone scese in piazza che di quelle che hanno voluto aderire tramite Twitter, Instagram e altri social.