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Galleria: La vita trasgressiva delle donne in Iran prima della rivoluzione islamica

La vita trasgressiva delle donne in Iran prima della rivoluzione islamica

La vita trasgressiva delle donne in Iran prima della rivoluzione islamica
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A volte pensiamo che nei paesi islamici le donne indossino il velo praticamente da sempre, come eredità culturale insita nella stessa società fin dalle sue radici; eppure, se questo certamente vale in alcuni casi, e hijiab o niqab trovano la propria ragione d’essere in valori che affondano fin dalla notte dei tempi in questioni attinenti, ad esempio, alla religione, in altri Stati non è sempre stato così.

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In Iran, ad esempio, la ex Persia, prima della rivoluzione, anche culturale, operata dall’Ayatollah Khomeyni, le donne si vestivano nel modo che definiremmo “all’occidentale”: hot pants, minigonne, pance scoperte e capelli abbondantemente cotonati, seguendo il gusto e la moda dell’epoca. Solo con l’instaurazione della Repubblica Islamica, e il conseguente dirottamento dell’ordinamento statale verso la sharia, la legge islamica, fu imposto alla popolazione femminile iraniana di indossare velo, pantaloni e vestiti lunghi. Prima di quegli anni, fra il 1978 e il ’79, sotto il regime monarchico dello Scià Mohammad Reza Pahlavi nessuna restrizione era loro imposta. E, in effetti, le cartoline di questa gallery, ispirate da un articolo di TPI, mostrano donne bellissime, attrici, modelle, cantanti, vestite come le “colleghe” americane o italiane, insomma ben lontane da quell’idea di donna islamica che spesso abbiamo. Oggi, come sappiamo, le cose stanno diversamente, ma queste foto sono la prova che, spesso, determinati atteggiamenti o obblighi non nascono con la cultura stessa di un popolo, o comunque non ne sono la sua espressione generale. I costumi e gli abiti sgargianti e cortissimi di queste bellissime ragazze iraniane degli anni ’70 dimostrano che l’Islam non è integralista in toto, ma solo alcuni suoi esponenti interpretano in maniera restrittiva i precetti del Corano o portano avanti un’ideale maschilista teso a reprimere le libertà femminili, ricacciandole sotto un velo. Queste immagini inducono necessariamente qualche riflessione, e, forse, portano anche un barlume di speranza, perché se le cose sono cambiate una volta, in negativo, nessuno può però smettere di pensare che, un domani, possano mutare nuovamente, stavolta in positivo.