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La lezione di Lena Dunham dopo il nuovo intervento: “Non sono mai stata così felice”

La lezione di Lena Dunham dopo il nuovo intervento: "Non sono mai stata così felice”
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Lena Dunham è un’attrice e sceneggiatrice statunitense, da sempre attiva su molti fronti: dai diritti civili, al femminismo, ai diritti della comunità LGBT. È una dei pochi personaggi noti che non nasconde le sue malattie, anzi da anni parla dell’endometriosi da cui è affetta, senza nascondersi, ma piuttosto cercando di far conoscere sempre più questa malattia poco nota.

Pochi mesi fa si è sottoposta a un’isterectomia totale per rimuovere utero e cervice, sperando di eliminare anche i terribili dolori provocati dell’endometriosi. Perché, dopo dieci anni di dolore, poche certezze e una serie di interventi chirurgici, Lena vuole dire addio al suo nemico e al suo utero.

Una scelta difficile, che, oltre a rimuovere parte dell’apparato genitale femminile, non garantisce l’eliminazione dei dolori. Insomma si trattava di un salto nel vuoto, ma anche l’unica soluzione possibile per Lena. L’attrice nel tempo si è sottoposta a qualsiasi tipo di cura: farmaci, interventi, terapie e messaggi di ogni genere ma nulla ha mai fermato il suo dolore, che a quel punto era diventato insopportabile.

Lena Dunham ha sempre ammesso che ci sono state delle complicanze, ma anche che, per lei, l’isterectomia sia indubbiamente stata la giusta scelta. Ha rivelato in un’intervista a Vogue

Oltre alla malattia dell’endometriosi ho avuto le mestruazioni retrograde, ovvero durante il mio periodo il flusso invadeva anche il mio stomaco, così che era pieno di sangue. La mia ovaia si è insediata sui muscoli attorno ai nervi sacrali nella mia schiena, quelli che ci permettono di camminare.

E in un certo senso era come se Lena lo sapesse da sempre, che nel corpo qualcosa non andava, ma mai nessuno l’ha potuto confermare, fino al giorno dell’operazione. Sempre nell’intervista per Vogue aveva raccontato:

So che qualcosa non va nel mio utero. Posso sentirlo, profondamente specifico ma non verificato, nonostante così tanti test e così tanto dialogo medico. Ho solo la sensazione che l’utero che mi è stato dato sia difettoso.

Solo che, adesso, pare proprio che alcune di quelle dolorose complicazioni si siano ripresentate, come testimoniato da lei stessa in un post pubblicato su Instagram.

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Yesterday I had a two hour surgery to remove my left ovary, which was encased in scar tissue & fibrosis, attached to my bowel and pressing on nerves that made it kinda hard to walk/pee/vamp. Over the last month it got worse and worse until I was simply a burrito posing as a human. *** My mother took this picture after I spent 9 hours in the post op recovery area with v low blood pressure that the nurses were diligently monitoring. I was so out of it that I thought I looked sensually moody a la Charlotte Rampling (turns out it was more of a constipation vibe.) *** A lot of people commented on my last post about being too sick to finish promoting my show by saying my hysterectomy should have fixed it (I mean *should* is a weird one). That I should get acupuncture and take supplements (I do). That I should see a therapist because it’s clearly psychological (year 25 of therapy, y’all. These are the fruits!) But a big lesson I’ve learned in all of this is that health, like most stuff, isn’t linear- things improve and things falter and you start living off only cranberry juice from a sippy cup/sleeping on a glorified heating pad but you’re also happier than you’ve been in years. I feel blessed creatively and tickled by my new and improved bellybutton and so so so lucky to have health insurance as well as money for care that is off of my plan. But I’m simultaneously shocked by what my body is and isn’t doing for me and red with rage that access to medical care is a privilege and not a right in this country and that women have to work extra hard just to prove what we already know about our own bodies and beg for what we need to be well. It’s humiliating. *** My health not being a given has paid spiritual dividends I could never have predicted and it’s opened me up in wild ways and it’s given me a mission: to advocate for those of us who live at the cross section of physical and physic pain, to remind women that our stories don’t have to look one way, our pain is our gain and oh shit scars and mesh “panties” are the fucking jam. Join me, won’t you? *** 📷 @lauriesimmons

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L’attrice ha dovuto rimuovere l’ovaio sinistro, chiuso da tessuto cicatriziale e fibrosi, che, facendo pressione sui nervi, le impediva di fare pipì senza problemi. Ma si dichiara felice.

[…] Ma una grande lezione che ho imparato in tutto questo è che la salute, come la maggior parte delle cose, non è lineare – ha scritto nel post – Le cose migliorano e le cose vacillano,  e tu inizi a vivere solo con del succo di mirtillo da bere in tazza, dormendo con gli impacchi caldi, ma sei anche più felice di quanto lo sia stata negli anni. Mi sento benedetta in modo creativo e solleticata dal mio nuovo ombelico, migliorato, e così così fortunata da avere un’assicurazione sanitaria e soldi per le cure straordinarie. Ma sono allo stesso tempo scioccata da ciò che il mio corpo non sta facendo per me, e rossa di rabbia nel sapere che l’accesso alle cure mediche è un privilegio e non un diritto in questo Paese, e che le donne devono lavorare molto duramente solo per dimostrare che conosciamo già i nostri corpi e implorare ciò di cui abbiamo bisogno per stare bene. È umiliante.

L’ennesima battaglia di questa durissima guerra contro il dolore che Lena ha deciso, coraggiosamente, di affrontare. L’abbiamo ripercorsa in gallery, assieme alla sua carriera.