Vasco Rossi, 65 anni di vita spericolata e privata, tra amori e canzoni

Un artista che non si è mai conformato. Potrebbe essere questa una descrizione di massima di Vasco Rossi, nato il 7 febbraio 1952 a Zocca, in provincia di Modena: il rocker compie 65 anni. Ma una descrizione del genere, per lui, sarebbe riduttiva. Dopo tanti album, moltissime canzoni, premi e anche un penultimo posto a Sanremo con “Vita spericolata“, si può dire davvero tanto su Blasco, o come lo chiamano i fan, il Komandante.
La verità è che Vasco Rossi è uno degli artisti della canzone italiana che, più di molti altri, non passa inosservato. Non solo per la propria attività canora, ma per lo spettacolo sempre diverso che i suoi live riservano, per le canzoni scritte per altri artisti – come dimenticare “E dimmi che non vuoi morire” per Patty Pravo o “La tua ragazza sempre” per Irene Grandi? – per il suo modo semplice di far comprendere la realtà, l’amore, la musica, per riuscire a giungere al cuore di tutti.
Di recente, Vasco ha anche conquistato un record peculiare, detenuto in precedenza da Luciano Ligabue: Rossi è l’artista che ha venduto più biglietti per un singolo concerto, quello del prossimo luglio a Modena. Nei prossimi giorni avrà quindi molto da festeggiare.
La storia musicale di Vasco Rossi inizia qui, a Punto Radio, dove comincia a fare il dj. Qui, nell’ambiente delle radio libere, viene a contatto con una serie di persone che saranno fondamentali per la sua carriera futura.
È il suo primo album.
È questo il titolo del suo secondo album, che contiene uno dei pezzi più famosi della sua intera carriera, Albachiara.
Esce “Colpa d’Alfredo” e Vasco viene colpito per la prima volta dalla censura: la canzone che dà il titolo all’album è ritenuta volgare, per cui viene mandata in radio monca di alcune parti.
Vasco partecipa a due Festival consecutivi, prima con “Vado al massimo”, poi con “Vita spericolata”, che giunse al penultimo posto, nonostante sia considerata da alcuni una delle canzoni migliori della storia del cantautorato italiano.
Vince questa gara canora con “Bollicine”, tratta dall’omonimo album uscito lo stesso anno.
Dopo la nascita del figlio, Vasco si dedica a un periodo di introspezione. Nello stesso anno nasce anche Lorenzo, riconosciuto però nel 2003.
È il suo terzo figlio e anche coautore di alcuni suoi pezzi.
Organizza un concerto contro la guerra in Jugoslavia.
All’interno dell’album “Nessun pericolo per te” c’è questa canzone, che diventa un videoclip diretto da Roman Polanski. Il pezzo è dedicato all’amico Maurizio Lolli, morto di cancro ai polmoni.
Vince ancora, stavolta con la hit “Io no”.
Ancora una vittoria con “Ti prendo e ti porto via”. Lo stesso anno esce “Stupido Hotel”.
Non gareggia stavolta, ma è l’ospite d’onore.
Gli viene conferita la laurea dallo IULM di Milano in Scienze della Comunicazione, per essere stato «stato protagonista di una vera rivoluzione musicale che ha anche significativi connotati sociali e relazionali […] introducendo uno stile espressivo, unico e insuperato, con temi del privato che fanno parte del tessuto sociale e arrivano direttamente a colpire la sensibilità dei giovani. I suoi concerti sono eventi di eccezionale portata emotiva e aggregativa.[…]».
Esce il DVD delle date gremite di pubblico nello stadio romano.
Topolino gli dedica una parodia.
È il suo primo spettacolo a La Scala, dedicato ai giovani e alle donne.
Si tratta del documentario sulla sua vita, diretto da Alessandro Paris e Sibylle Righetti e proiettato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia.
Eccolo insieme all’ex governatore pugliese Nichi Vendola.
Vasco Rossi batte il record di Luciano Ligabue per il maggior numero di biglietti venduti per un singolo concerto. Il concerto di Modena della prossima estate ha già venduto 180mila biglietti.
È un sostenitore dei Radicali di Marco Pannella.
Non solo le sue incursioni creative al teatro La Scala: Rossi ha fondato con l’amico e regista Stefano Salvati la Vasco Rossi Dancing Project.
È nonno di Romeo, figlio di Davide.
È chiamato dai fan Blasco e Komandante.
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