Weisman: "Siamo troppi, il pianeta non reggerà". Come sarà "Il mondo senza di noi"

Weisman: "Siamo troppi, il pianeta non reggerà". Come sarà "Il mondo senza di noi"
imgur.com
Foto 1 di 14
Ingrandisci

Sono passati ormai dieci anni da quando Alan Weisman, saggista americano oggi settantenne, pubblicò il suo “Il mondo senza di noi“, tradotto in 34 lingue, libro che descriveva con preoccupante minuziosità ciò che succederebbe al nostro pianeta se improvvisamente l’umanità scomparisse.

Certo Weisman non è il primo a spingersi in “profezie” circa il destino degli uomini e, conseguentemente, della Terra, anche se il suo approccio, naturalmente, è quello dello studioso, di chi conosce perfettamente la materia di cui si occupa e quindi parla a ragion veduta, cosa che evidentemente dovrebbe lasciarci qualche perplessità in più, rispetto a chi fa previsioni sul futuro in virtù di un presunto potere divinatorio, difficilmente confutabile.

Le "profezie avverate" (e non) di Baba Vanga e le sue inquietanti previsioni

Dunque cosa accadrebbe al pianeta Terra qualora l’umanità sparisse di scena? Weisman prevede uno scenario da film apocalittico, con metropolitane che verrebbero allagate dopo soli due giorni, strade che si creperebbero al sopraggiungere del primo inverno, palazzi sgretolati nel giro di appena dodici mesi. Davvero inquietante.

Sono davvero numerosi gli spunti che sono stati tratti dalle considerazioni contenute nel saggio, tanto che lo stesso autore dice: “Se mi avessero pagato ogni volta che hanno tratto ispirazione dal mio libro oggi sarei ricco.”. L’ultimo ad aver tratto ispirazione dai catastrofici scenari descritti nel libro è stato John Gonzales, sceneggiatore classe 1968, che ha contribuito alla realizzazione del videogioco Horizon, distribuito dalla Sony, la cui ambientazione si rifà proprio a “Il mondo senza di noi” e “Conto alla rovescia” altra opera di Weisman uscita nel 2013. Horizon racconta di un universo digitale privo della civiltà, scomparsa ormai da secoli, in cui a comandare sono dei dinosauri robot, mentre ai pochi uomini rimasti non resta che regredire all’età primitiva, trovando riparo in piccoli villaggi di fortuna costruiti tra le creste delle montagne o nelle valli.

Weisman afferma che l’idea del  videogioco ispirato al suo saggio gli faccia piacere, ma non dimentica comunque la grave minaccia cui l’umanità, di questo passo, è realmente sottoposta, e, invitando a non sottovalutare troppo quanto scritto nel libro, in un’intervista a Repubblica avverte:

Da quando ho scritto quelle pagine la popolazione mondiale è aumentata quasi di un miliardo di persone. Da 6,6 miliardi a 7,5 miliardi. È una pressione enorme che il pianeta non può reggere. Se verranno applicate le politiche di Donald Trump con il ritorno ai combustibili fossili, ai dieci miliardi non ci arriviamo. Il mondo finirà prima.  […] La natura si sta già vendicando. Si pensi ai flussi migratori, ai cataclismi. E non vedo come le cose possa migliorare in futuro se non facciamo qualcosa subito.

Occorre riflettere seriamente sui problemi manifestati da Weisman: noi abbiamo voluto farlo con una serie di immagini da brividi che dipingono quello che potrebbe essere davvero il futuro senza uomini, e sicuramente vale la pena leggere a fondo anche il suo saggio, che trovate su Amazon.