
Fabio Fognini, il fascino dello sportivo... e del dilf innamorato

Fabio Fognini è un mix indiscusso di bravura e bellezza nonché uno dei tennisti più amati d’Italia che ha reso orgoglioso il nostro Paese dopo aver portato a casa diverse vittorie (alcune dal calibro molto importante).
Fognini è decisamente l’uomo che tutte vorremmo avere (scatti d’ira a parte), ma in fondo la sua aria da bad boy ci è sempre piaciuta. Basta vedere il suo sorriso per cadere ai suoi piedi (oltre che il suo corpo decisamente ben scolpito). Un dilf tutto d’un pezzo, innamoratissimo della moglie e da poco diventato papà di uno splendido bambino.
Fabio è il nostro sogno proibito da sempre, ed era impossibile non dedicargli un piccolo spazio nella nostra gallery per ripercorrere insieme a voi qualche momento della sua vita: dalla nascita di Fabio-tennista fino a quella di Fabio-papà. Una serie di foto che lo mostrano in tutte le sue vesti, dalla tuta sportiva nel campo da tennis (la sua seconda casa) fino a quella più elegante, in smoking, il giorno del suo matrimonio. Eh sì! Ve ne mostreremo anche una in cui è completamente senza veli (ma poi vi spiegheremo il perché).
Insomma, quando si tratta del Fognini la curiosità prende il sopravvento, perciò non ci resta che augurarvi buona lettura (ma non fatevi troppo gli occhi).
Si tratta di Stoccarda e Amburgo (2013). Il primo è Adriano Panatta.
Fabio Fognini intraprese la strada nel mondo tennistico nel 2002, a soli 15 anni, dopo aver ottenuto una wild card per il Futures Italy F5. Qui però perse due set contro Florian Allgäuer, tennista di Brunico.
La sua carriera da professionista iniziò nel 2004, ma solo nel 2011 cominciò a essere allenato dallo spagnolo Josè Perlas e, di lì a poco, il suo talento fu riconosciuto a livello internazionale.
Dopo Corrado Barazzutti e Adriano Panatta, riuscì a concludere due stagioni di fila in una classifica composta da 20 giocatori provenienti da tutto il mondo: nel 2013 si classificò al 16esimo posto e nel 2014 al ventesimo.
Di seguito le sue classifiche:
Flavia Pennetta è un’ex tennista nonché ex collega di Fabio e attuale compagna di vita che ha abbandonato il mondo del tennis nel 2015, all’età di 33 anni. I due hanno sei anni di differenza (lei è più grande di lui), da qui i due soprannomi: “bebè” per lui, “nonnina”per lei. Tra i due non è stato amore a prima vista.
Appena conosciuto non lo sopportavo – racconta Flavia a Vanity Fair – sembrava troppo pieno di sé. Alla fine ho capito che era solo piccolo.
Ma come si fa a innamorarsi di qualcuno per cui si provava antipatia? Beh, in realtà è un classico! Succede sempre così, è una sensazione inspiegabile. Perché in fondo l’amore semplicemente… accade. Flavia continua:
È successo due anni e mezzo fa. Non ce l’aspettavamo: da un rapporto di amicizia e divertimento, andato avanti per anni quando entrambi eravamo fidanzati, ci siamo trovati un giorno che i discorsi erano gli stessi, ma le sensazioni e gli sguardi diversi. E una sera sul divano di casa è scattato il bacio. Un bacio strano: sembrava che ci conoscessimo da sempre, che ci fossimo baciati tutta la vita.
Un gesto che ci ricorda molto il nostro amato “er pupone”, l’indiscusso capitano della Roma, Totti.
Durante gli internazionali di Roma nel maggio del 2017, Fabio ne esce vincente mettendo al tappeto il numero uno al mondo Andy Murray. Un’esultanza piena d’amore dedicata al suo bimbo che sarebbe arrivato solamente pochi giorni dopo: un bel dito in bocca in perfetto baby style (o Totti style, come dir si voglia, insomma).
Curiosità: Flavia e Fabio hanno chiamato il loro primogenito Federico in onore del celebre tennista Federico Luzzi, morto nel 2008, a soli 28 anni, a causa di una leucemia fulminante.
Durante un’intervista per il canale Youtube ATP, Fabio ha rivelato l’importanza che ha per lui l’appoggio della sua famiglia:
Chi si nasconde dietro al mio successo? Probabilmente la mia famiglia. Mia sorella mi sostiene sempre, soprattutto quando le cose non vanno bene. Mio papà e mia sorella adorano venire a vedermi nei tornei, mia mamma, invece, è più rilassata e sta a casa. Sono i miei migliori tifosi.
Durante la medesima intervista, Fabio lancia un consiglio ai giovani di oggi:
“Siate pazienti, imparate, ascoltate e amate il vostro lavoro!”
Perché Fabio viene considerato un bad boy? Ovviamente per i suoi celebri scatti d’ira in campo. Pensate che, nel 2014, mese a rischio la sua carriera proprio a causa di una sfuriata abbastanza pesante durante il torneo di Wimbledon.
Pare proprio, infatti, che il bel tennista adottò un comportamento decisamente antisportivo nei confronti del supervisor Wayne McKewen. Fognini, mentre sbatteva violentemente la racchetta sull’erba dei Championships, lo minacciò con le testuali parole:
Vattene, altrimenti ti spacco la racchetta in testa!
Il risultato? 27.500 dollari di multa e… pensate un po’, pare che si tratti della multa più alta disposta in un torneo del Grande Slam. Nella buona e nella cattiva sorte, insomma.
Ma sfuriate in campo a parte, la vera natura tennistica del Fognini non è affatto così scontrosa. Pare proprio che il bel tennista abbia iniziato a essere così duro in campo dopo essere entrato nei primi 100 tennisti al mondo. Probabilmente a causa del forte stress e della tensione che si accumulano in campo. Il suo obiettivo è quello di dover sempre dimostrare qualcosa e di non voler deludere le aspettative di nessuno, soprattutto le sue.
Viene spontaneo pensare che ogni giocatore abbia un rito scaramantico, un oggetto portafortuna o un qualcosa che lo faccia entrare in campo con una sensazione di buon auspicio.
Tempo fa, quando i media gli chiesero se avesse qualche rito scaramantico, Fabio rimase sul vago e si limitò a dire che tutti li hanno, ma che lui pensava solamente ad attuare comportamenti metodici durante la preparazione di un match.
Secondo quanto rivelato dal padre, Fulvio Fognini, in un’intervista per Spazio Tennis, pare che, invece, Fabio abbia dei riti scaramantici che tiene nascosti anche alla famiglia stessa:
Quando comincia un torneo io e mia moglie se siamo a casa e lui vince manteniamo le stesse postazioni, lo stesso vale nella postazione live dal box, la disposizione se si vince non si cambia, questo è poco ma sicuro. Anche Fabio ha qualche rito scaramantico ma si tiene tutto per sé, non le dice neanche a noi. Ti posso dire che se è fuori e la sera prima non l’ho chiamato e lui ha vinto, allora non ci sentiamo fino a quando non termina il suo torneo. Siamo molto scaramantici.
In questa foto il campione di tennis è stato immortalato insieme a Javier Zanetti, ex calciatore e attuale vicepresidente dell’Inter.
Fulvio, il padre di Fabio, non è molto contento degli scatti d’ira del figlio. Secondo quanto riportato dallo stesso, però, pare proprio che da piccolo, il bel tennista non si preoccupasse affatto di essere perfetto, ma solamente di giocare:
Se non prende un warning a partita non è contento. E pensare che da ragazzino era un giocatore esemplare. A volte ero io a spronarlo! Da pro tutto il contrario: sarà la pressione che sente, sarà che reputa a volte gli avversari al di sotto del suo gioco. Ogni tanto anche io dalle tribune gli mando delle occhiate da incenerirlo! Ma è piu forte di lui.
È proprio vero: quando si ha una passione nel cuore la si ha fin dalla nascita. Secondo Fulvio, infatti, Fabio impugnava la sua racchetta già all’età di 4 anni, ma non come facevano gli altri bambini (e quindi semplicemente per giocare) ma per pura passione.
Fulvio, però, precisa una cosa tanto bella quanto amara:
Posso tranquillamente affermare che senza il mio sostanzioso supporto Fabio avrebbe avuto altre mille difficoltà nello scegliere la strada del professionismo. Se non fossi stato benestante sicuramente avrebbe avuto meno chance di entrare in questo mondo. Il tennis non è per tutti.
Sarà davvero così o ce l’avrebbe comunque fatta in qualche modo?
In questa foto vediamo un bellissimo Fabio senza veli, con il suo meraviglioso fisico scolpito (e un lato B davvero niente male), mentre posa per la rivista British Cosmopolitan al fine di promuovere la lotta contro il cancro e aiutare la fondazione “Cancer Research UK”.
Cosa ne pensi?